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INTERIOR DESIGN

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01 dicembre 2016

Guida alla scelta degli infissi a risparmio energetico

Tutti ormai sappiamo quanto sia importante fare attenzione alle prestazioni energetiche delle nostre case, non solo per il notevole vantaggio economico che questo comporta, ma anche per un minore impatto degli impianti sull'ambiente e per una maggiore salubrità dell'edificio stesso. Uno degli interventi eseguiti più spesso e che in certi casi diventa necessario (per esempio nella ristrutturazione di vecchi edifici) è la sostituzione degli infissi.

Winergetic Premium Passive di Oknoplast

Gli infissi rappresentano un elemento discontinuo sulla superficie dell'edificio; questo significa che sono i punti in cui è più facile che lo sbalzo termico tra interno ed esterno causi notevoli dispersioni di calore, con sprechi energetici anche ingenti. Essendo un intervento piuttosto consistente in termini di spesa, è importante scegliere con oculatezza il tipo di serramento più adatto alle nostre esigenze, in base a caratteristiche e prestazioni del materiale di cui sono composte.

Esistono sostanzialmente tre famiglie di infissi, ovvero quelli in legno, in alluminio e pvc.

Gli infissi in legno sono quelli tradizionali: hanno una notevole resa estetica ma necessitano anche di una manutenzione periodica a causa delle vernici con cui sono trattati. In commercio esistono però due "varianti" che ne aumentano le prestazioni energetiche, ovvero alluminio/legno (infisso in alluminio con rivestimento interno in legno per estetica) e legno/alluminio (infisso in legno con rivestimento esterno in alluminio per preservare il legno, a mio avviso migliore).

Infisso in legno/alluminio
via Io recupero Energia

Gli infissi in alluminio sono usati soprattutto in ambiti retail o per uffici, ma possono rappresentare una scelta adeguata anche in contesti abitativi poichè l'alluminio è un materiale durevole, molto resistente agli agenti atmosferici, robusto nonostante la sua leggerezza ed elegante, in quanto consente di avere profili poco spessi. Per ovviare al problema della elevata capacità di trasmettere il calore tipica dei metalli, perché abbiano elevate prestazioni a livello energetico è necessario che siano prodotti con la tecnica del taglio termico, che consiste nell'inserimento di un materiale a bassa conducibilità all'interno del serramento stesso. 

Finestra in alluminio con taglio termico
via Infissi Group

Infine i serramenti in pvc, materiale facilmente lavorabile che si presta a soluzioni personalizzabili a seconda delle esigenze, e che inoltre presenta caratteristiche di durabilità, resistenza a fuoco e agenti atmosferici, bassa permeabilità al vapore, elevata capacità di isolamento termo-acustico, e, rispetto alle altre due tipologie, un costo inferiore. 
Sottolineo che in teoria ad oggi il pvc non viene più stabilizzato con piombo e cadmio come si faceva una volta, scongiurando il pericolo di emissioni nocive in caso di incendio. 

Per farvi una idea dei prezzi delle varie tipologie potete dare un'occhiata qui.

Classic Line Top 72 di Finstral
via Edilportale

Oltre ai materiali, altri parametri che incidono sul risparmio energetico sono ovviamente il tipo di vetro (e, più precisamente, il tipo di camera d'aria) e il valore Uw, che indica il calore che attraversa 1 mq di finestra in un'ora: minore è questo valore, maggiore è la capacità di isolamento termico.

Concludo ricordandovi che da anni si può usufruire di detrazioni fiscali nel caso in cui si volesse migliorare la prestazione energetica della propria abitazione, e che in particolare l'Ecobonus è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021 con alcune novità che approfondirò prossimamente. 


13 ottobre 2016

Guida in 5 (+1) punti per il restyling di una casa di piccole/medie dimensioni

Nel post precedente abbiamo visto come scegliere finiture e arredi nel caso di una nuova abitazione. Oggi vediamo invece il secondo caso: avete necessità di rendere più vivibile la vostra casa senza intervenire sulla distribuzione degli spazi. Ecco una guida in 5 punti +1 per un perfetto restyling.


via Inspire Lifestyle

1. Decluttering come se non ci fosse un domani

Dovete disfarvi di tutte le cose che non usate e che non vi servono. Tutte: dagli abiti ai soprammobili, è necessario dire ciao a tutto ciò che sta lì a prendere polvere. Su questo punto non mi dilungo perché ne ho già parlato qui, ma è davvero un esercizio che vi consiglio di fare una volta all'anno.

via Salt&Lavander

2. Ridipingere le pareti

L'uso di colori diversi sui muri frammenta moltissimo lo spazio, oltre a dare un senso di confusione. Se poi i colori in questione sono saturi è anche peggio, perché assorbono luce e contribuiscono a rendere l'ambiente più claustrofobico. In questi casi è necessario rendere cromaticamente omogenee le pareti tramite ritinteggiatura con un colore luminoso che renda arioso lo spazio. Potete usare carte da parati o tinte polverose per spezzare, ma sempre con attenzione; ne ho già parlato al punto 3 del post precedente.

via Cose di Casa
Progetto dell'arch. Rosy Rozza
Foto di Cristina Fiorentini
via Cose di Casa
Progetto dell'arch. Tommaso Giunchi
Foto di Adriano Pecchio

3. Tessili coordinati

Puntare sui tessili quando si vuole dare una rinfrescata alle nostre case è il metodo più facile ed economico, ed insieme alla tinteggiatura può veramente fare una bella differenza tra il "prima" e il "dopo". In ambienti piccoli sì può puntare sulla tinta unita (qui sì che potete lanciarvi con i colori!) oppure, nel caso in cui vi piacessero le stampe, su pattern di piccole dimensioni. Se volete un tocco creativo potete giustapporre pattern e colore pieno, l'importante è che sia tutto coordinato!

Tutto ciò che è coordinato è bene.
via Pinterest

4. Pimp the arredi vecchi

Quando si effettua un restyling non sempre si ha a disposizione un budget tale da permettere il ricambio totale degli arredi. Sappiate che in commercio esistono prodotti utilissimi a ridare nuova vita a mobili dall'aria un po' vissuta o che non ci piacciono più. Potete usare carte adesive adatte allo scopo, ridipingere vecchi mobili in legno, rivestire le sedie, le possibilità sono ampie. Nel caso in cui abbiate bisogno di arredi nuovi invece, la regola è: mobili contenitori di dimensioni medie/piccole e sedute con piedini (danno un'idea di leggerezza).

via Odd Stuff Magazine

5. Usa gli specchi!

Consiglio evergreen perché riflettono la luce nella stanze e, se posti al lato opposto rispetto ad una finestra, raddoppiano illusoriamente lo spazio. 


via Decoholic

5+1. Nuova vita a pavimenti e infissi

Quando si parla di restyling non si possono non tenere in considerazione due elementi che incidono moltissimo sulla percezione generale dello spazio, e cioè pavimenti e infissi. Rifarli però comporta una spesa - in termini sia economici che di tempo ed energie - non indifferente, che non sempre è affrontabile. 
Ormai lo sapete già, ma è possibile rivestire i pavimenti esistenti con piastrelle spesse pochissimi millimetri o con la resina, in modo da abbattere notevolmente i costi e l'entità dei lavori. Per infissi e porte invece, a volte ridipingerli dello stesso colore dei muri (o con una tonalità in pendant) cambia notevolmente l'impatto visivo di un ambiente. 

via Rifai da Te
via Mijnkluswijzer


27 giugno 2016

Guida in 5 punti per rifinire e arredare una casa di piccole/medie dimensioni

La modernità, ormai lo sappiamo, ci ha regalato molte cose utilissime ma ha anche tolto metri quadrati agli spazi domestici: non solo i monolocali sono una piaga diffusissima, ma pure nel caso di  appartamenti per un nucleo famigliare di 3/4 persone, permettersi metrature oltre i 100 mq diventa dispendioso.
Ci sono però degli accorgimenti che si possono adottare per far sembrare gli spazi più ariosi, sia che abbiate comprato/ristrutturato casa e vi dobbiate cimentare nella scelta di finiture e arredi, sia che vogliate rimodernare e migliorare il look delle vostre abitazioni.

via Ri Fai da Te
Oggi vediamo il primo caso: siete i fortunati possessori di un appartamento di piccole/medie dimensioni e dovete rifinirla e arredarla.

1. I pavimenti giallastri sono il male

Ciao sono il male
La parola "beige" racchiude in sé miliardi di sfumature, ma è comunemente riferita ad una tinta neutra. Ecco, è neutra quando vira verso il colore del gelato alla nocciola, ma quando risaltano le sfumature giallastre statene alla larga. Sono tinte difficili da abbinare e spesso creano contrasti che incidono sulla percezione della stanza. Anche con il bianco, non-colore passepartout, il risultato non è granché. Il mio consiglio (che vale sempre ma a maggior ragione se non avete moltissimi metri a disposizione) è di scegliere materiali naturali o che fingono di esserlo, come il grès effetto pietra o parquet, che però abbiano le sfumature del "greige", che risultano più luminose e sono neutre per davvero.

Via
via Coem
via Marazzi
Se preferite i toni caldi del legno ok, ma se il parquet o grès in questione è molto scuro tenete presente che in una casa piccola le pareti devono essere necessariamente bianche per una questione di luminosità generale.

via Parquet Life

2. Anche le fughe a contrasto 

La piastrella 30x30 con fuga di 3/5 mm molto scura è il più classico dei classici, ma se già io non la amo, la sconsiglio vivamente in ambienti piccoli. Il problema sono soprattutto le fughe: che la posa sia obliqua o parallela, creano delle linee prospettiche che "suddividono" il piano orizzontale.

via GreenStyle
Per fortuna adesso il mercato ci offre la possibilità di fare le fughe di spessore minimo e dello stesso colore del pavimento, scelta obbligata in ambienti piccoli perché una superficie uniforme è percepita come più ampia. In alternativa potete optare per un pavimento in resina.

via Ceramica Sassuolo
via Novoceram

3. Per non parlare delle pareti colorate

Su questo argomento ve le sto triturando da tempo, ma in presenza di ambienti piccoli questo discorso vale ancora di più. I colori saturi rimpiccioliscono, e a seconda della tinta e del grado di saturazione assorbono più o meno luce. I colori freddi e polverosi possono andare, ma scegliete una parete e concentrate l'effetto scenografico in quel punto.

via Tid
Se il bianco proprio non vi piace allora applicate la stessa filosofia dei pavimenti: greige. Possibilmente le sfumature più grigio/biancastre. Se volete dare un tocco in più potete valutare una carta da parati ton sur ton.

via Shabby Chic Joy

via Dedar
via Homify
di Andrya Kohlmann Design Concept

4. Arredi: pochi ma buoni

In ambienti ristretti è meglio optare per arredi chiari, al quarto paragrafo in cui parlo dell'importanza della luminosità lo abbiamo capito tutti. Però se amate l'arte povera o mobili dall'appeal classico non dovete necessariamente rinunciarvi, stiamo parlando della vostra casa, che dovrebbe essere esattamente come voi la vorreste. Anche in questo caso il mercato ci viene incontro offrendoci la possibilità di trovare ottimi compromessi tra linee pulite e materiali classici. La cosa che dovete tenere a mente però è: siate essenziali. Scegliete pochi pezzi abbinati e di dimensioni contenute, meglio se geometrie pure. Evitate poi di disporli in un modo da creare vicoli ciechi.

Logika by Spar
Attenzione a due cose: i tappeti creano isole e in un ambiente piccolo diventano molto evidenti, se proprio li volete siate oculati nella scelta. Evitate le tende a vetro, paradossalmente una tenda che parte dal soffitto al pavimento ingombra meno lo sguardo, arreda senza creare ulteriori volumetrie e fa sembrare i soffitti più alti.

via Leonardo Tv
photo credit: www.ehow.com

5. Occhio alla luce

È ovvio che più luce naturale c'è meglio è, ma anche la luce artificiale è importante. Quando si crea molto contrasto tra zone illuminate e zone d'ombra l'ambiente diventa claustrofobico; è quindi importante disporre i punti luce in modo da ammorbidire le ombre. I lampadari vanno bene su punti in cui è necessario avere luce diretta (generalmente su tavoli e tavolini), ma è sempre meglio integrare con luce diffusa (lampade da terra, applique). Evitate le dicroiche che creano molto contrasto luce/ombra.

via Planete Deco


24 giugno 2016

Friday Favorite: Primary Half Clock

Concept semplice per risultato grafico niente male: l'orologio da parete Primary Half, disegnato da David Weatherhead per il brand inglese by... mi piace perché sembra uno di quegli esercizi di educazione tecnica (si studia ancora educazione tecnica?) che si facevano alle medie, in versione design.





via by...

17 giugno 2016

Friday Favorite: i tappi di Masterskaia 17:17

Prendi un oggetto ipercomune, ridisegnalo dandogli valore, rendilo iconico. Praticamente la quintessenza del fare design. 
È quello che hanno fatto Ania e Maxime, fondatori del brand Masterskaia 17:17, che hanno ripensato i tappi da bottiglia disegnandoli a forma di testa di animale. Fa molto Padrino, ma a me piacciono moltissimo, potrebbero dare carattere anche alla più insulsa delle bottiglie. 
A dire il vero ci sono anche uccellini, fiori e rametti, quindi è un omaggio alla foresta tout court.







via Fubiz